Laudatio del prof.ssa Maria Benedetta Spadolini

Laudatio del prof.ssa Maria Benedetta Spadolini

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Il conferimento di una Laurea ad Honorem è un evento speciale e straordinario non solo per chi la riceve ma anche per l’Ateneo e la Facoltà che la promuovono.
Il significato della Laurea ad Honorem è il riconoscimento, al massimo livello, dell’opera di chi si è dedicato ad un’attività produttiva, scientifica, culturale o sociale senza, però, possederne i requisiti accademici: un autodidatta della materia al quale, in via del tutto straordinaria, l’Università conferisce la dignità della Laurea non a seguito dell’assolvimento di un curriculum formativo ma per chiara ed inequivocabile fama e competenza.
Entrambe qualità che, certamente, non mancano a Gaspare De Fiore, al quale, però, non possiamo augurare il benvenuto nella nostra comunità scientifica perché egli già da qualche anno (forse una sessantina) possiede la Laurea in Architettura, esattamente come me, come la maggior parte dei docenti del nostro e di tutti gli altri Corsi di Laurea in Disegno Industriale.
Questa è la straordinarietà del fatto, la specificità di questa Laurea ad Honorem che è diversa per sostanza da tutte le altre ad oggi conferite e che, difficilmente potrà ritrovare eguale in futuro.
Gaspare De Fiore non solo è laureato, non solo è stato Professore per una cinquantina d’anni, ma è stato anche il promotore, il fondatore e il primo direttore del nostro Disegno Industriale di Genova. Uno dei nostri, in pratica, anzi, il Maestro di molti, della maggior parte di noi.
Non è, però, questa una buona ragione per il conferimento, quasi in famiglia, di una Laurea ad Honorem. Infatti, come accennavo in apertura, qualcosa di speciale nell’evento odierno c’è: Gaspare De Fiore, con meticolosa e paziente lungimiranza ha disegnato il Design, ha progettato la struttura formativa che oggi si configura come la Scuola del Design Genovese, che compie dieci anni ma che nel disegno di Gaspare già esisteva molto, ma molto tempo prima, da sempre, da quando lui assecondava e incitava i suoi allievi, studenti o giovani docenti, ad accompagnarlo oltre la collina, verso nuovi orizzonti che gli altri ancora non potevano vedere ma che lui già aveva ben chiari nella mente. Questa è la sua vera qualità di grande Designer, è la capacità di saper vedere più lontano degli altri e, quindi, di saper progettare il futuro.
La sua disciplina è il Disegno, la sua passione è il Disegno, la sua arte è il Disegno ma il suo più grande Disegno è stato il Design, un Disegno che non si è compiuto nel momento in cui ha sollevato la matita dal foglio, quando da Professore attivo è diventato Professore emerito, ma che ogni giorno si rinnova con la vivacità creativa che gli è propria, è l’imprinting di Gaspare, l’entusiasmo che lo contraddistingue e che è entrato nell’anima della Scuola del Design Genovese.
Scuola giovane perché, come accennato poc’anzi, Gaspare l’ha fondata dieci anni or sono ma ha iniziato a disegnarla molto tempo prima. Quanto? Forse nemmeno lui lo sa. Certamente già prendeva forma quando, trent’anni fa, aveva trasformato in tipografia parte dell’Istituto di Rappresentazione Architettonica che per decenni ha diretto. Era l’embrione della passione per la comunicazione e la grafica editoriale che oggi caratterizza la Scuola del Design Genovese. Oppure quando ha promosso il Design Nautico alla dignità accademica, precorrendo i tempi di un successo didattico e industriale che, nei lontani anni ’80, non solo era difficile preconizzare ma nemmeno era considerato “politically correct” negli ambienti dell’Accademia.
Che dire poi dell’UID e dei convegni di Lerici, giunti alla trentesima edizione? Formalmente si trattava della riunione annuale dell’area del Disegno ma, in realtà, era un circolo culturale di apertura verso altri ambiti disciplinari: la Storia, le materie Scientifiche, la Composizione e, soprattutto, il Design. A Lerici sono maturate collaborazioni scientifiche ed alleanze strategiche, a Lerici il Disegno si è gemellato al Design e ne ha promosso lo sviluppo presso l’Università di Genova e non solo quella.
Gaspare è vulcanico e mi chiedo cosa ancora abbia in serbo.
Ma, procediamo con ordine perché tradizione vuole che la Laudatio tracci un profilo scientifico culturale dell’insigne laureando. Così farò anch’io, pregandovi di perdonarmi se non sempre saprò dare il giusto risalto alla poliedrica attività di Gaspare De Fiore

“Il tempo è passato ed io non me ne sono reso conto, voglio dire che non mi sono reso conto in questi cinquanta anni trascorsi tra i tavoli da disegno delle aule dell’Università, tra gli allievi che disegnavano dal vero le immagini delle chiese e dei monumenti, o le immagini proprie della fantasia: non mi sono reso conto che gli anni passavano e correvano via. Non me ne sono accorto perché ogni anno era differente , ogni allievo era diverso, e l’impegno di essere anch’io al passo con il tempo non mi ha consentito di accorgermi che quell’ anno era sì nuovo e differente, ma spingeva via, lontano, quello che lo aveva preceduto."
Con questa frase Gaspare De Fiore inizia la presentazione del volume “Trenta anni di disegno nelle Facoltà di Architettura e di Ingegneria”.
Era il 2001, da quel momento sono passati altri cinque anni e in questo tempo ha continuato a lavorare, insegnare, stare tra i giovani.
E proprio in questa sua concezione del tempo che non passa e nel sentirsi sempre proiettato verso il futuro sta la peculiarità del suo carattere e del suo insegnamento.
Gaspare De Fiore è giunto a Genova nel 1968 a coprire il posto che era stato di Luigi Vagnetti suo maestro.
La Facoltà di Genova era una realtà nuova, aveva solo pochi anni di vita dal momento che è stata attivata nel 1965, ma la presenza di Gaspare De Fiore è stata da subito una presenza importante, di quelle che lasciano il segno.
Ricco dell’esperienze maturate prima a Roma e poi a Palermo, dove è stato docente di Disegno dal Vero, ha contribuito, con la sua esperienza e con le sue capacità organizzative, alla crescita della nuova Facoltà.
E’ stato direttore dell’Istituto di Rappresentazione Architettonica, presidente del corso di laurea in Disegno Industriale, direttore del Dipartimento di Scienze per l’Architettura e nel 2002 è stato nominato professore Emerito dell’Università di Genova.
Da subito ha ampliato gli orizzonti dell’insegnamento occupandosi della città e del territorio ligure e riuscendo, attraverso il disegno, a creare quel contatto diretto tra insegnamento teorico e applicazione pratica che ha sempre caratterizzato il suo modo di operare.
E’ riuscito in questa maniera ad appassionare e a sensibilizzare i giovani nei confronti di quanto il passato ci aveva lasciato, facendoli lavorare a diretto contatto della realtà territoriale ed urbana.
Sono rimaste nella memoria di molti ex allievi, oggi architetti affermati, le esercitazioni di fine anno, esercitazioni che si svolgevano in esterno a Vernazza, a Portofino, a San Remo.
Tutti erano coinvolti, docenti, assistenti, allievi, non era un esame, era una festa, “la festa del disegno” e alla fine c’era il premio per il migliore elaborato.
Gli studenti lavoravano con un entusiasmo ed una passione mai vista, misurando, disegnando, colorando, col sole e col vento, mai con la pioggia perché Gaspare ha anche il potere di portare il bel tempo….ma i risultati finali erano sempre di buon livello per tutti, perché, anche dove mancava la capacità grafica, intervenivano la passione, l’impegno e l’entusiasmo, che solo Gaspare sa trasmettere durante gli incontri con i giovani allievi.
Fondamentale è stato, infatti, in tutti questi anni di presenza a Genova il rapporto con i giovani, forte è stato il desiderio di stare con loro, di parlare al loro animo, di parlare, come spesso egli ripete, non solo agli studenti, ma ai ragazzi.
Le sue lezioni sono delle vere e proprie confessioni, volte a stimolare i sentimenti dei giovani, a far emergere quanto è racchiuso nei loro animi e si rivelano sempre un momento importante della loro formazione e della loro vita. Ed è per questo motivo che i suoi insegnamenti, i suoi disegni alla lavagna o sui fogli bianchi, rimarranno impressi per sempre nella memoria di quanti, giovani e non, hanno avuto il piacere di ascoltarli e di vederli.
Ma accanto a questi momenti, che denotano un profondo significato formativo, ne abbiamo altri volti alla conoscenza, allo studio e alla ricerca scientifica.
A continuazione di quanto gia iniziato dal professor Luigi Vagnetti, Gaspare De Fiore sviluppa l’analisi sul territorio ligure e nel 1975 esce il primo volume della collana, “Liguria territorio e civiltà”.
La collana risulta composta da ventiquattro volumi che riscoprono, attraverso il ritrovamento dei percorsi storici, i borghi e le emergenze architettoniche non solo della costa ligure, ma anche dell’entroterra. Il territorio viene analizzato, forse per la prima volta, in modo organico e completo attraverso schede e rilievi.
Da questo lavoro emerge una delle maggiori qualità di Gaspare De Fiore, quella di saper precorrere i tempi, di intuire prima degli altri le necessità o le possibilità di sviluppo di una idea, di una ricerca.
Basti pensare al rilievo e allo studio delle facciate dipinte del borgo di Portofino, realizzati negli anni Settanta, quando ancora poco si parlava di piani del colore e di recupero delle decorazioni ad affresco.
Un lavoro che rimane ancor oggi, dopo oltre trenta anni, un punto di riferimento per gli studi sugli apparati decorativi del borgo, un lavoro molto impegnativo, la cui realizzazione è stata possibile grazie alla partecipazione di docenti e ricercatori della Facoltà di Architettura, che hanno operato sotto la sua guida.
In questo fatto ritroviamo un’altra capacità di Gaspare, che deriva dal suo carattere, quella cioè di riuscire a creare un sereno ambiente di lavoro cercando di superare la naturali divergenze di idee ed i contrasti che in un lavoro di gruppo si possono creare.
Una dote non facile da trovare, specie oggi dove, purtroppo, l’interesse personale ha spesso il sopravvento su quello comune.
E questa sua gioia di vivere, questo entusiasmo per intraprendere una nuova esperienza, riesce a trasmetterli a chi gli sta accanto, ai suoi collaboratori, ai giovani, riuscendo a creare un clima di amicizia e di serenità, spesso difficile da raggiungere, ma certamente il più produttivo perché permette di ottenere i migliori risultati.
L’impegno di Gaspare De Fiore, in tutti questi anni, non si è rivolto solo alla didattica e alla ricerca, ma da grande comunicatore quale egli è, non bisogna dimenticare che è iscritto all’Albo dei Giornalisti come pubblicista dal 1948, ha cercato di diffondere il suo sapere attraverso opere di divulgazione aventi come filo conduttore la rappresentazione.
A questo filone appartengono i due corsi di disegno e di pittura, suddivisi in cento fascicoli, tradotti anche in inglese, tedesco, cinese e giapponese, che con un linguaggio semplice e chiaro hanno avvicinato un vasto pubblico ai temi dell’arte, della grafica e della prospettiva.
Accanto a queste opere troviamo altri saggi quali: Saper disegnare, Disegnare per conoscere, I modelli del disegno nella bottega del Rinascimento, La figurazione dello spazio architettonico.
I titoli delle pubblicazioni ci fanno immediatamente comprendere come il disegno è stato, da sempre, il primo dei suoi interessi.
Il Disegno con la D maiuscola, il disegno inteso sotto le sue molteplici sfumature, il disegno come mezzo per vedere e comprendere il mondo che sta in torno a noi o come egli stesso dice “ disegno inteso nel suo valore puro e intero, direi filosofico, come ricerca ed espressione di se stessi”.
Disegno inteso come unione tra “ragione e sentimento”, tra tecnologia e fantasia, disegno come mezzo per aiutare i giovani ad uscire dall’appiattimento e dalla confusione del mondo che li circonda e a riappropriarsi di una vita più serena.
Non è facile racchiudere in poche parole quanto Gaspare De Fiore ha fatto per l’Università, ed in particolare per l’area del Disegno: basta ricordare come sia stato socio fondatore e presidente dell’Unione Italiana per il Disegno, prima, e dell’Associazione Europea del Disegno poi; e come il suo entusiasmo, la sua capacità organizzativa la sua lungimiranza lo abbiano portato, in questi numerosi anni di insegnamento, ad operare per il rinnovamento dei corsi di laurea.
A lui si deve l’attivazione a Genova della Scuola di Specializzazione in Architettura del paesaggio, della Scuola diretta a fini speciali di Nautica da Diporto diventate oggi, entrambe, corsi di Laurea ed infine del corso in Disegno Industriale.
Già nel 1993, con l’attivazione del corso libero in Disegno Industriale, interno alla Facoltà di Architettura di Genova, Gaspare De Fiore poneva le basi di quello che sarebbe diventato successivamente, con l’introduzione della riforma un vero e proprio corso di studi autonomo, di Diploma prima e di Laurea, poi.
Corso che secondo il suo pensiero prevedeva i due diversi “curricula”, uno in disegno industriale per il prodotto ed uno in grafica.
Questo progetto si è ulteriormente arricchito con l’introduzione di un ulteriore indirizzo in design Navale e Nautico, dando all’insegnamento genovese una forte caratterizzazione ed un forte significato.
La Facoltà di Architettura di Genova ha progredito da allora, lungo la strada tracciata, crescendo fino a configurare una realtà non più solamente locale, estremamente appetibile e richiesta, come dimostrano le domande di ammissione al corso ed i riconoscimenti positivi che provengono dal mondo del lavoro.
Disegno e design, quindi, inizialmente grazie all’impegno di Gaspare De Fiore, si sono incontrati e collaborano nella realtà genovese in maniera proficua e continua, incidendo frequentemente nella realtà produttiva e sociale; ne fanno riscontro le numerose convenzioni di ricerca stipulate insieme da docenti afferenti ai due diversi raggruppamenti.
Questi fatti stanno a testimoniare la lungimiranza di Gaspare De Fiore che, negli anni Novanta, e non senza difficoltà, ha saputo credere, tra i primi, fermamente, in questo nuovo percorso didattico, ne ha intuito le potenzialità ed ha saputo adattarlo alle esigenze intrinseche locali.
Per questi motivi, nel decimo anniversario dell’apertura del corso di Laurea in Disegno Industriale a Genova, quale riconoscimento per la capacità, la competenza e l’impegno profuso nell’attivazione e nell’affermazione del corso, appare giusto e doveroso il conferimento della laurea “Honoris Causa” in Disegno Industriale a Gaspare De Fiore, come simbolo dell’importanza della presenza e della continua evoluzione del Design nelle scuola e nella vita di tutti.

Maria Benedetta Spadolini