Paths of No Return: The Bundist Group and the Jewish Refugee Community in Italy (1945-1949)HORIZON – MSCA-PF-2025Fellow: Nethanel Treves Supervisor: Guri SchwarzDipartimento di antichità, filosofia e storia - DAFISTGrant Agreement: 101270587Data di inizio: 01/06/2026Data di fine: 31/05/2029Scientific Area: Social Sciences and Humanities (SOC)Finanziamento EU: € 396.991,08Parole chiave: Jewish Labor Bund; DP camps; postwar Italy; history of Zionism; Jewish studies, Jewish Honor CourtsI risultati del progetto sono consultabili sulla piattaforma CORDIS Nel periodo successivo alla Seconda guerra mondiale, l'Italia divenne un importante, seppur temporaneo, centro di transito per decine di migliaia di sopravvissuti ebrei provenienti dall'Europa orientale. Tra questi vi era un piccolo gruppo affiliato al Bund dei lavoratori ebrei (Jewish Labor Bund), un movimento laico, socialista e antisionista attivo nella Russia zarista e nella Polonia tra le due guerre. Il progetto BUNDITAL analizza le attività di questo gruppo, la sua vita interna e le sue interazioni sia con la comunità dei rifugiati sia con gli attori italiani, utilizzandolo come chiave di lettura per esplorare questioni più ampie legate agli sfollamenti del dopoguerra, all'identità politica e alla capacità d'azione dei rifugiati.Basandosi su fonti archivistiche inedite in yiddish, italiano, inglese, ebraico, polacco e francese, la ricerca persegue quattro obiettivi principali. In primo luogo, ricostruisce il percorso del collettivo bundista, offrendo una nuova prospettiva sulla trasformazione del movimento dopo la Shoah. In secondo luogo, esamina il più ampio quadro delle organizzazioni internazionali di assistenza (UNRRA, IRO e JDC) e il contesto italiano del dopoguerra. In terzo luogo, analizza il panorama politico all'interno della comunità dei rifugiati ebrei, concentrandosi sulle tensioni tra i bundisti e la maggioranza sionista riguardo alle destinazioni migratorie e all'amministrazione dei campi profughi. Particolare attenzione è dedicata a un importante caso di studio: il processo politico del 1948 per collaborazionismo con i nazisti intentato contro il presidente del Bund in Italia. Infine, il progetto indaga il regime delle mobilità forzate e ostacolate e i percorsi seguiti dai rifugiati bundisti al di fuori dell'Europa.Concentrandosi sull'esperienza dei bundisti in Italia, BUNDITAL fa luce sul modo in cui i rifugiati ridefinirono le proprie identità politiche, negoziarono visioni concorrenti di appartenenza nazionale e interagirono con le strutture e le forze che regolavano la loro mobilità. Questa analisi mette inoltre in discussione l'idea di una transizione lineare e inevitabile dalla sopravvivenza alla guerra all'identificazione con il sionismo. In tal modo, il progetto mira a colmare una significativa lacuna sia nella storiografia delle persone ebree sfollate (Displaced Persons) in Italia sia negli studi sul Bund nel periodo postbellico.