Tissue recovery and plasticity after CNS inflammatory-demyelinating relapsesFIS1–2021–ADGP.I.: Maria Matilde IngleseDipartimento di neuroscienze, riabilitazione, oftalmologia, genetica e scienze materno-infantili - DINOGMIGrant Agreement: FIS00002258Data di inizio: 30/05/2024Data di fine: 29/04/2029Finanziamento MUR: 926.418,23 €Parole chiave: Sclerosi multipla; sodium imaging; myelin imaging; LTP-like plasticity; AgRP; connectomicsI risultati del progetto "Repair" sono consultabili sul sito BRighTEN AbstractLa sclerosi multipla a recidiva-remissione (RRMS) è caratterizzata da ricadute cliniche seguite da un recupero variabile, che può essere completo, parziale o assente, contribuendo allo sviluppo di disabilità irreversibile. I meccanismi alla base del recupero non sono ancora completamente definiti e mancano biomarcatori prognostici precoci.Lo studio FIS_00002258 si propone di caratterizzare la dinamica del danno e del recupero tissutale durante e dopo una ricaduta, indagando il ruolo della plasticità cerebrale e dei processi di riparazione e identificando potenziali biomarcatori predittivi dell’esito clinico. Si tratta di uno studio prospettico, interventistico, non farmacologico, monocentrico e no profit, che prevede l’inclusione di 50 pazienti con RRMS in ricaduta clinica, valutati prima dell’inizio del trattamento steroideo, 50 pazienti con RRMS stabile e 30 controlli sani comparabili per età e sesso.I partecipanti saranno sottoposti a una valutazione multimodale comprendente risonanza magnetica metabolica al sodio (23Na), imaging della mielina, imaging di diffusione e risonanza magnetica funzionale a riposo, associati alla valutazione neurofisiologica della plasticità di tipo potenziamento a lungo termine (LTP) mediante stimolazione magnetica transcranica (TMS).Saranno inoltre analizzati biomarcatori sierologici di danno assonale e infiammazione, in particolare la catena leggera del neurofilamento (NF-L) e il neuropeptide AgRP. I pazienti con ricaduta saranno valutati al basale e a 3, 6 e 12 mesi, mentre i controlli sani saranno valutati al basale, a 6 e a 12 mesi. L’integrazione dei dati di neuroimaging, neurofisiologici e sierologici consentirà di caratterizzare la gravità e la specificità del danno tissutale e di studiarne l’evoluzione nel tempo, valutando la relazione tra i cambiamenti iniziali e a breve termine dei biomarcatori e l’andamento clinico a un anno dalla ricaduta.Si ipotizza che l’insorgenza precoce e la rapida risoluzione dei cambiamenti adattivi siano associate a un recupero clinico completo, mentre la loro persistenza possa riflettere meccanismi non adattivi. Lo studio mira quindi a chiarire i meccanismi metabolici, strutturali, funzionali, neurofisiologici e sierologici coinvolti nella riparazione tissutale dopo una ricaduta nella RRMS. L’identificazione di biomarcatori prognostici potrebbe contribuire a definire la finestra terapeutica ottimale, monitorare la risposta ai trattamenti e individuare nuovi potenziali bersagli per strategie neuroprotettive.