Lettera aperta alla Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

Lettera aperta alla Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

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Lettera aperta alla
On.le Senatrice Valeria Fedeli
Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

Ho appreso oggi con stupore e, non Le nascondo, con molta amarezza che il mio Ateneo non è compreso nell'elenco delle Università ammesse a presentare una proposta di progetto per la costituzione di un centro di competenza nell'ambito del piano Industria 4.0. Non voglio entrare nel merito degli aspetti formali che hanno condotto il Ministero dello Sviluppo Economico a questa esclusione. Non lo voglio fare per due ragioni. La prima è l'evidente e, mi perdoni, inaccettabile superficialità con cui questo elenco è stato reso pubblico (una semplice FAQ sul sito web del MISE, che priva l'interlocutore accademico di ogni possibilità di verifica e che sembra basarsi su criteri non chiari, rifacendosi a un Decreto Direttoriale lacunoso finanche sul piano lessicale). La seconda è che tale esclusione invoca esplicitamente un utilizzo dei dati della VQR che, a parer mio, solo una visione primitiva e scopertamente tendenziosa della stessa VQR può giustificare.

Vorrei, invece, se mi permette, entrare nel merito dell'aspetto più sostanziale che questa esclusione comporta. Privando l'Università di Genova del diritto di sottomettere una proposta di progetto per un centro di competenza si impedisce all'unico Ateneo della Regione, a un'università generalista che rappresenta il principale punto di riferimento in formazione, ricerca, trasferimento tecnologico e sviluppo culturale per più di un milione di cittadini, di contribuire, con la serietà e le competenze che contraddistinguono i nostri ricercatori, allo sviluppo del Paese in una sfida decisiva per il futuro, in particolare, delle giovani generazioni. A quel progetto, Senatrice Fedeli, avevamo già cominciato a lavorare, con tempestività ed entusiasmo: chiamando a raccolta il mondo imprenditoriale attorno al tema, cruciale per la Liguria, della protezione delle infrastrutture strategiche; individuando nelle soluzioni intelligenti per la sicurezza informatica e per quella idrogeologica le metodologie di elezione; scegliendo il porto e le infrastrutture energetiche e ospedaliere come campi privilegiati di applicazione; valorizzando, in questo scenario secondo noi già di per sé promettente, l'esistenza a Genova del primo Impianto Faro per Industria 4.0, quello di Ansaldo Energia, alla cui attività l'Università di Genova ha dato e sta dando un contributo indispensabile.

Questa mia lettera è, La prego di credermi, non solo e non tanto lo sfogo sterile di un Rettore ferito da una palese ingiustizia commessa verso il proprio Ateneo, quanto, soprattutto, la rivendicazione orgogliosa del ruolo fondamentale che l'Università di Genova ricopre e intende continuare a ricoprire per la propria comunità di cittadini, di imprenditori, di lavoratori. Noi intendiamo proseguire nel nostro impegno di ricerca e formazione nell'ambito della protezione delle infrastrutture strategiche e, più in generale, di Industria 4.0; rafforzeremo tale impegno, lo valorizzeremo cercando finanziamenti e collaborazioni, diventeremo comunque un punto di riferimento nazionale ed europeo su questi temi. Il rammarico per il fatto che le potenzialità di questo impegno e di queste competenze siano state mortificate da un uso distorto di una valutazione parziale e incoerente della qualità della ricerca del nostro Ateneo, tuttavia, rimane.

Con immutata stima, Le invio un cordiale saluto

Il Rettore
Paolo Comanducci