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Università degli Studi di Genova

Via Balbi, 5 - 16126 Genova
Tel. +39 01020991 - Fax +39 010 2099227

Codice di condotta contro le molestie sessuali nei luoghi di studio e di lavoro

(D.R. n. 190 del 01.08.2002)

Preambolo

L'Università degli Studi di Genova, richiamati i princìpi costituzionali di parità sostanziale tra donne e uomini, considerata la raccomandazione della Commissione europea del 27 novembre 1991, n. 92/131/CEE, sulla tutela della dignità delle donne e degli uomini sul lavoro e la disciplina normativa in materia, considerato l'art. 22 del Contratto Collettivo Integrativo (in vigore dal 9 ottobre 2001), adotta il seguente Regolamento, "Codice di condotta contro le molestie sessuali nei luoghi di studio e di lavoro".


Art. 1 - Nozione

  1. Ai fini del presente regolamento, costituisce molestia sessuale ogni comportamento indesiderato, anche verbale, a carattere sessuale:
    1. che sia lesivo della dignità e/o della libertà di una persona; e/o
    2. che abbia l'effetto di instaurare nei confronti di una persona una situazione di disagio, ostile, offensiva, degradante, umiliante o caratterizzata da intimidazioni e/o ritorsioni.

Art. 2 - Consulente di fiducia di Ateneo

  1. È istituito il Consulente di fiducia di Ateneo (in seguito: Consulente).
  2. Il Consulente è eletto dal Senato Accademico, a maggioranza degli aventi diritto, su proposta del Rettore, sentito il Comitato per le Pari Opportunità, tra persone, anche estranee all'Ateneo, di indubbia indipendenza e imparzialità, e in possesso di comprovate competenze in campo giuridico.
  3. Il Consulente dura in carica tre anni e non è rinnovabile.
  4. Il Consulente presta la sua assistenza, secondo le modalità indicate nei successivi articoli 3 e 4 del presente Regolamento, a tutela di chiunque, appartenente alla comunità universitaria, si ritenga vittima di una molestia sessuale ad opera di un altro appartenente alla comunità universitaria, verificatasi in un luogo di studio o di lavoro nell'Ateneo.
  5. Nel rispetto dei principi della legge sulla riservatezza, entro il 31 gennaio di ogni anno, il Consulente presenta al Senato Accademico e al Comitato per le Pari Opportunità una dettagliata relazione sull'attività svolta nell'anno precedente, corredata di eventuali segnalazioni e proposte.
  6. Al Consulente è attribuita un'indennità stabilita dal Consiglio di Amministrazione e sono assicurati i mezzi necessari all'assolvimento dei suoi compiti istituzionali.

Art. 3 - Denuncia informale

  1. L'intervento del Consulente è richiesto con un atto di denuncia informale sottoscritto dalla persona che si ritenga vittima di una molestia sessuale.
  2. Il Consulente presta la sua assistenza al fine di favorire il superamento della situazione di disagio denunciata e di ripristinare un sereno ambiente di studio, lavoro, insegnamento, o ricerca, invitando la persona autrice della molestia a prendere atto del carattere lesivo del suo comportamento e ad astenersi, per il futuro, dal compiere ulteriori molestie. Può avvalersi della consulenza di psicologi.
  3. Il Consulente agisce nel rispetto della presunta vittima e della persona accusata di molestia.
  4. Nel corso degli accertamenti, il Consulente ha libero accesso agli atti e alle informazioni che ritenga opportuno acquisire; è assicurata la massima riservatezza alle persone coinvolte.

Art. 4 - Denuncia formale

  1. La persona appartenente alla comunità universitaria, che ritenga di essere stata vittima di una molestia sessuale, se non intende presentare denuncia informale, o ritiene che le molestie proseguano nonostante l'intervento del Consulente, può presentare formale denuncia, anche con l'assistenza del Consulente, fatta salva, in ogni caso, la facoltà di adire l'autorità giudiziaria.
  2. La denuncia di una persona del personale tecnico-amministrativo nei confronti di un'altra persona dell'Amministrazione è presentata all'ufficio competente per i provvedimenti disciplinari.
  3. In caso di denuncia formale, al personale tecnico-amministrativo si applicano le disposizioni di cui agli artt. 55 e 56 del d.lgs 30 marzo 2001, n. 165.
  4. Nel rispetto dei princìpi ispiratori della legge 10 aprile 1991, n. 125, e qualora l'Amministrazione, nel corso del procedimento disciplinare, ritenga fondati i fatti denunciati, la persona vittima di una molestia sessuale può chiedere di rimanere al suo posto di lavoro o di essere trasferita in altra sede nella quale possa attendere con tranquillità alle sue mansioni.
  5. Nel rispetto dei principi ispiratori della legge 10 aprile 1991, n. 125, l'Amministrazione, qualora nel corso del procedimento disciplinare ritenga non fondati i fatti denunciati, può adottare, su richiesta di una o di entrambe le parti, provvedimenti di trasferimento temporanei, al fine di ristabilire senza indugio la serenità nel luogo di lavoro. In tale caso, entrambe le parti hanno diritto di esporre le proprie ragioni e di non essere trasferite in sedi che comportino disagio.
  6. La denuncia formale di una studentessa o di uno studente nei confronti di un'altra studentessa o di un altro studente è inoltrata al preside della facoltà, ovvero al collegio dei docenti del corso di dottorato di ricerca, presso cui risulti iscritta la persona indicata come autrice della molestia.
  7. Il preside, ovvero il coordinatore del collegio dei docenti, procede ai sensi dell'art. 23 del Regolamento degli studenti (D.R. 25 settembre 2001, n. 228).
  8. In caso di denuncia formale nei confronti di una/un docente, si applicano le disposizioni richiamate nell'art. 12 della legge 18 marzo 1958, n. 311.
  9. Nel corso degli accertamenti, è assicurata la massima riservatezza alle persone coinvolte.

Art. 5 - Programmi di informazione, orientamento, tutoraggio e formazione

  1. L'Ateneo fornisce ai componenti della comunità universitaria, con i mezzi ritenuti più idonei, informazioni relative agli strumenti di prevenzione delle molestie sessuali e alle procedure attivabili qualora esse abbiano luogo.
  2. Le attività di orientamento e di tutoraggio prevedono specifici programmi di informazione sulla tutela della dignità personale e le molestie sessuali nei luoghi di studio.
  3. I corsi di formazione e di aggiornamento del personale tecnico-amministrativo includono moduli dedicati alle molestie sessuali nei luoghi di studio e di lavoro, alla loro prevenzione, e alle procedure attivabili a tutela della dignità personale.

Art. 6 - Disposizione transitoria

  1. Per i primi tre anni di applicazione del presente regolamento, le funzioni di Consulente sono svolte dal Garante di Ateneo.
A cura di: Area legale e generale | Last Update: 13/05/2009