ANATOMIA PATOLOGICA

ANATOMIA PATOLOGICA

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iten
Codice
67950
ANNO ACCADEMICO
2019/2020
CFU
1 cfu al 2° anno di 9277 INFERMIERISTICA PEDIATRICA (L/SNT1) GENOVA
SETTORE SCIENTIFICO DISCIPLINARE
MED/08
LINGUA
Italiano
SEDE
GENOVA (INFERMIERISTICA PEDIATRICA)
periodo
1° Semestre
moduli
materiale didattico

PRESENTAZIONE

Il Corso si prefigge  tre scopi:

1) fare conoscere il ruolo dell'Anatomia Patologica nell'ambito dei percorsi e dei processi di cure.

2) definire il ruolo dell'infermiere pediatrico in tale ambito puntualizzando il concetto di professionalità e responsabilità

3) far conoscere le basi della diagnostica anatomo-patologica, citologica, istologica e bioptica in "Surgical Pathology" per un dialogo corretto dell'infermiere sia con i professionisti che con i familiari dei pazienti.

OBIETTIVI E CONTENUTI

OBIETTIVI FORMATIVI

Conoscere le principali cause intrinseche di malattia. Conoscere le principali malattie ereditarie e congenite. Conoscere le caratteristiche morfologiche e funzionali delle cellule neoplastiche. Conoscere le principali cause di danno cellulare. Conoscere le cause di flogosi, le fasi dell’infiammazione, le principali infiammazioni acute e croniche.

OBIETTIVI FORMATIVI (DETTAGLIO) E RISULTATI DI APPRENDIMENTO

Obiettivi generali dell'insegnamento nell'ambito del Corso integrato: mira a fornire le cognizioni di base dell’Anatomia Patologica nei principali settori della patologia infiammatoria, infettiva, degenerativa e distrofica, oltreché le basi ed i principi di oncologia.

A livello oncologico si ritiene indispensabile che lo studente raggiunga un buon livello di conoscenze in merito alla classificazione delle neoplasie, ai concetti di stadiazione, di gradazione e sui fattori prognostici. Tecniche "ancillari" quali l'immunoistochimica e le tecniche di biologia molecolare mirate alla tipizzazione delle neoplasie, alla identificazione di geni onco-soppressori e pro o anti-apoptotici sono diventate elementi indispensabili per la corretta gestione del paziente e l'applicazione di adeguati protocolli terapeutici.

Il corso si prefigge poi, di tracciare i principali iter diagnostici e procedurali così che sia possibile conoscere le fasi tecniche di preparazione alla diagnostica istopatologica sino alla formulazione del referto.

La citologia diagnostica, la biopsia, l'escissione bioptica o chirurgica allargata, sono spesso tappe di un procedimento diagnostico che progressivamente porta alla definizione della diagnosi ed alla verifica dei procedimenti medici o chirurgici di cura.

Lo studente deve acquisire competenza ed abilità nella preparazione della richiesta per l’esame, sia in modelli cartacei che informatizzati, nella conservazione del materiale e nella preparazione dello stesso oltre che nell’invio, tenendo presente il concetto di responsabilità professionale nella gestione e nella tutela del materiale stesso e più in generale nella corretta applicazione dei sistemi di controllo di qualità.

La comprensione del Referto, la consapevolezza del valore e della rilevanza documentaristica dello stesso (al parti della cartella clinica di cui è parte) sono indispensabili per una corretta attività di reparto sia nei confronti degli operatori sanitari che dei pazienti.

Un capitolo importante viene disegnato didatticamente attorno al tema del riscontro diagnostico ove vengono declinati sia gli aspetti tecnico-organizzativi che legislativi.

Il Riscontro Diagnostico sul feto e sul neonato sono particolarmente focalizzati e precisati nelle finalità e nel ruolo che assumono nella gestione clinica dell'abortività spontanea, nello studio delle malformazioni fetali e nella identificazione delle cause materne o fetali delle morti del II e III trimestre.

Molta importanza ed attenzione viene poi riservata alla preparazione dell’infermiere perché correttamente possa rapportarsi con i pazienti ed i parenti in tutto l’iter diagnostico (di qual si voglia tipologia di esame nella trasmissione delle informazioni) ma, ed ancor più, in caso di decesso, durante e dopo il riscontro diagnostico.

Il corso si prefigge poi di informare sui concetti generali di teratologia ed embriogenesi ritenuti indispensabili per conoscere le principali malformazioni degli apparati Cardio- vascolare, del Sistema Nervoso Centrale, dell’apparato uropoietico e dell’apparato respiratorio.

Modalità didattiche

Attività didattica frontale:

Il programma viene svolto in  n.6 lezioni per un totale di n.1 CFU.

 

 Laboratorio di teratologia: la vastità dei temi e la loro articolazione in differenti organi ed apparati ha portato a definire un programma che si sviluppa in tutto il triennio.

In pratica vengono svolti due incontri annui a cadenza semestrale della durata di 5 ore ciascuno.

Il programma viene ripetuto ciclicamente così che agli incontri partecipino, in seduta congiunta, tutti i tre corsi

 

I      CICLO ANNUALE

GENERALITA' SULLE MALFORMAZIONI. APPARATO VASCOLARE CUORE E POLMONI

I  sessione

 

 

1) Generalità sulle malformazioni, anomalie e varianti anatomiche

 

2) Antropologia e paleopatologia delle malformazioni congenite

 

3) La circolazione feto-placentare

 

4) Le principali anomalie vascolari della placenta

 

5) Embriogenesi dell’apparato vascolare

 

6) Le malformazioni vascolari

II  sessione

 

 

1) Storia dell’anatomia del cuore fetale

 

2) Embriogenesi del cuore

 

3) Le malformazioni cardiache

 

4) Embriogenesi dell’apparato respiratorio

 

5) Malformazioni dell'apparato respiratorio

 

II      CICLO ANNUALE

APPARATO URO POIETICO, GENITALE MASCHILE E FEMMINILE, GASTROENTERICO E LOCOMOTORE

I  sessione

 

 

1) Teratomi, tumori disembriogenetici ed embrionari

 

2) Storia dei teratomi tra mito e leggenda

 

3) Embriogenesi dell’apparato urinario

 

4) Le malformazioni renali e delle vie escretrici

 

5) Embriogenesi dell’apparato genitale maschile e femminile

 

6) Malformazioni dell’apparato genitale maschile e femminile

II  sessione

 

 

1) Embriogenesi della regione del collo

 

2) Malformazioni del cavo orale

 

3) Embriogenesi dell’apparato gastroenterico

 

4) Malformazioni dell’apparato gastroenterico

 

5) Sviluppo embrionario dell’apparato locomotore

 

6) Malformazioni dell’apparato locomotore

 

7) Nanismo nell'arte e nella letteratura

 

III     CICLO ANNUALE

TERATOLOGA GENERALE, SVILUPPO DELL'EMBRIONE ED ABORT. GEMELLARITA', SISTEMA NERVOSO CENTRALE.

I  sessione

 

 

1) Introduzione generale alla teratologia, storia della teratologia

 

2) Formazione e sviluppo dell’embrione. Concetti di migrazione e di campi

 

3) Aborto spontaneo del primo trimestre per anomalie del cariotipo

 

3) Malformazioni del SNC: malformazioni della morfogenesi.

II  sessione

 

 

1) Formazione e sviluppo degli embrioni gemellari.

 

2) Le placente gemellari

 

3) I mostri doppi

 

4) Malformazioni del SNC: anomalie della citogenesi e dell'istogenesi

 

 

Attività autoptica:  Partecipazione ad un riscontro diagnostico effettuato su feto di età gestazionale non inferiore alla 18°  settimana o su neonato.

 

Diagnostica autoptica feto-perinatale

 

 OBIETTIVO

In dettaglio ogni studente impegnerà: a) 1 ora per lo studio del caso clinico, la ricerca di eventuali precedenti e l'approfondimento bibliografico,

 b) 3 ore per seguire il riscontro diagnostico (gruppi di 3 persone),

c) 1 ora per la dissezione del cuore allo stereomicroscopio (gruppi di 3 persone),

d) 1 ora per l'esame dell'encefalo (gruppi di 3 persone),

e) 1 ora per l'esame macroscopico della placenta (gruppi di 3 persone),

f) 2 ore per la visione dei preparati istologici al microscopio multiteste (gruppi di 9 persone),

g) 1 ora per la discussione collegiale del caso e definizione della diagnosi.

Gli incontri con gli studenti hanno lo scopo di:

1) far conoscere direttamente il percorso diagnostico che può essere effettuato mediante il riscontro diagnostico in caso di aborto (AST, ITG, MEF) o morte perinatale

 2) consentire una esperienza didattica diretta per la conoscenza dell'anatomia normale macroscopica e microscopica del feto e del neonato

3) Illustrare le finalità e le ricadute del riscontro autoptico in termini di diagnostica anatomo clinica e di cura

4) dimostrare praticamente le condizioni di iposviluppo fetale, di malformazione e, più in genere, di danno mediato da fattori estrinseci quali le infezioni, le intossicazioni o le malattie materne

 

 

Frequenza in laboratorio. Partecipazione ad un pomeriggio di vita di laboratorio per comprendere gli aspetti tecnici e preparatori della diagnostica istopatologica e citologica.

 

Tecnica isto patologica

OBIETTIVO

In dettaglio ogni studente nell'arco di 4 ore frequentate in laboratorio prenderà contatto esperienziale diretto con:

1) La colorazione di un preparato citologico

2) La campionatura del materiale operatorio

3) L'inclusione del materiale

4) La microtomia del blocchetto di materiale incluso

5) La colorazione della sezione istologica

6) La tecnica di taglio al microtomo criostizzato.

Constatare de visu e ripercorrere l'iter tecnico che porta all'allestimento del preparato istologico e citologico.

 

Comprendere quale sia il rapporto tra i Reparti Clinici e Chirurgici e l'Anatomia Patologica.

PROGRAMMA/CONTENUTO

Ambito culturale

Tema generale

Unità Didattica Elementare

Finalità

Livello Conoscenza

Tipo di Competenza

Abilità

Tipo di Attività Didattica

Anatomia Patologica

Generalità sull’Anatomia Patologica e sul ruolo del patologo.

Strumenti e metodi di indagine in Anatomia Patologica. Ruolo del patologo nell’Azienda Ospedaliera. Ruolo del patologo nella diagnostica, nella didattica e nella ricerca.

Cenni di Storia dell’Anatomia Patologica

C

1

0

0

F

Anatomia Patologica

La patologia infiammatoria

Classificazione delle malattie infiammatorie in base alla tipologia dell’infiammazione, alla durata del processo e all’evoluzione dello stesso: La diagnostica delle malattie infiammatorie.

C

1

0

0

F

Anatomia Patologica

La patologia infettiva e parassitaria.

Le infezioni classificate in base all’agente infettante o infestante: La diagnostica delle malattie infettive

C

1

0

0

F

Anatomia Patologica

La patologia degenerativa e distrofica

Le malattie degenerative e distrofiche acquisite o congenite degli apparati, degli organi e dei tessuti: La diagnostica delle malattie degenerative

C

1

0

0

F

Anatomia Patologica

Le neoplasie

Classificazione dei tumori in base all’istogenesi. Le caratteristiche cellulari delle neoplasie epiteliali,  delle neoplasie mesenchimali, del Sistema Nervoso Centrale ed Emo-linfopoietico.

C

1

0

0

F

Anatomia Patologica

Citologia

 

Citologia esfoliativa,

Citologia dei versamenti,

Citologia abrasiva,

Citologia agoaspirativa.

La citologia delle forme neoplastiche.

Tecnica di fissazione ed allestimento del materiale citologico.

CF

2

3

1

F

Anatomia Patologica

La biopsia diagnostica

L’ agobiopsia.

La biopsia per via endoscopica.

La biopsia.

La biopsia escissionale

Tecnica di fissazione ed allestimento di preparati di materiale incluso.

CF

2

3

1

F

Anatomia Patologica

La gestione del materiale bioptico o operatorio

La richiesta dell’esame.

La conservazione del materiale ed il trasporto

La fissazione del materiale

CF

2

3

1

F

Anatomia Patologica

Stadiazione delle neoplasie

Stadiazione di un tumore.

Stadiazioni particolari di alcune neoplasie. Le vie di metastatizzazione.

Le metastatizzazione per via linfatica.

Il linfonodo sentinella.

C

2

1

0

F

Anatomia Patologica

Indicazioni all’esame intraoperatorio.

Indicazioni per l’esame urgente intra-operatorio. Tecniche di congelamento. Il microtomo criostizzato. Tecniche delle sezioni microtomiche. Le colorazioni rapide di base.

C

2

1

0

F

Anatomia Patologica

Grado di differenziazione delle neoplasie

Definizione di espressione fenotipica delle neoplasie.

Fattori prognostici delle neoplasie.

C

1

1

0

F

Anatomia Patologica

Istopatologia e Surgical Pathology

La descrizione macroscopica del tessuto, della parte d’organo o dell’organo escisso

La campionatura del materiale

La documentazione fotografica

La diagnostica delle campionature effettuate

C

1

1

0

F

Anatomia Patologica

Tecniche ancillari in Anatomia Patologica

La Microscopia Elettronica

L’Istochimica

L’ Immunoistochimica

La Biologia Molecolare

C

1

0

0

F

Anatomia Patologica

Il Riscontro Diagnostico

L’autopsia criteri e finalità del riscontro diagnostico.

La legislazione autoptica.

I tempi e le procedure: esame macroscopico, epicrisi, diagnosi.

C

2

1

0

F

Anatomia Patologica

Tanatolgia

Fenomeni cadaverici immediati, successivi e trasformativi. L’accertamento della morte

C

2

1

0

F

Anatomia Patologica

Teratologia

Principi di teratologia.

Varianti anatomiche .

Anomalie di sviluppo.

Malformazioni singole, multiple, associate.

La diagnostica delle deformazioni e delle distruzioni.

C

2

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0

L/T

Anatomia Patologica

Principi di embriologia

 

L’embriologia e la fenogenesi.

Formazione e sviluppo dei principali organi ed apparati.

C

2

1

0

L/T

Anatomia Patologica

Apparato cardio vascolare

 

La circolazione fetale e post natale. Principali quadri malformativi.

C

2

1

0

L/T

Anatomia Patologica

Apparato respiratorio

Le fasi di sviluppo del polmone.

Principali quadri mal formativi.

C

2

1

0

L/T

Anatomia Patologica

Apparato uropietico

La formazione dei reni e del sistema escretore.

Principali quadri mal formativi.

C

2

1

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L/T

Anatomia Patologica

 

Sistema nervoso

 

Lo sviluppo normale del Sistema Nervoso Centrale.

Principali quadri malformativi.

 

C

2

1

0

L/T

 

 

Finalità

Livello di conoscenza

Tipo di competenza

abilità

Tipo di attività didattica

Finalità

++strategica principale di quella cera UDE.

Lo studente deve

C= conoscere

F= saper fare

E= saper essere

CF= conoscere e saper fare

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Livello di conoscenza (teorico mnemonica):

1= conoscenza generale (sa inquadrare l’argomento all’interno delle conoscenze complessive

2= conoscenza complessiva e particolareggiata di quello specifico argomento

Competenza, ovvero capacità di risolvere i problemi:

O= competenza esclusivamente mnemonica ( di fatto deve ricordare e non risolvere i problemi)

1= competenza interpretativa, cioè ha visto risolvere il problema e sa interpretarne gli elementi

2= competenza decisionale che consente di risolvere personalmente il problema

Abilità o attitudini gestuali/manuali o relazionali

O= non servono abilità specifiche:

1= lo studente ha visto eseguire la manovra

2= l’ha eseguita almeno una volta sotto il controllo del Docente

3= la sa eseguire in modo autonomo perché ha acquisito un automatismo completo

Tipo di attività didattica

L= lezione ex cathedra

P= lezioni/seminari/altro a piccoli gruppi

T= attività tutoriale

TESTI/BIBLIOGRAFIA

  • Uccini S., Ruco L., Vasquez E.. La diagnosi istologica. Cap. 3 in: Ruco L., Scarpa A.. Anatomia Patologica. Le basi. UTET, Torino,2007

 

  • Scarpa A., Mombelo A., Zamò A.. Metodi e tecniche dell'Anatomia Patologica. Cap 1.4 in: Mariuzzi G.M.. Anatomia Patologica. Piccin. Padova 2006.

DOCENTI E COMMISSIONI

Commissione d'esame

EZIO FULCHERI (Presidente)

CINZIA MARIA DOMENICOTTI (Presidente)

CLAUDIA CANTONI (Presidente)

ROBERTO BANDETTINI

LEZIONI

Modalità didattiche

Attività didattica frontale:

Il programma viene svolto in  n.6 lezioni per un totale di n.1 CFU.

 

 Laboratorio di teratologia: la vastità dei temi e la loro articolazione in differenti organi ed apparati ha portato a definire un programma che si sviluppa in tutto il triennio.

In pratica vengono svolti due incontri annui a cadenza semestrale della durata di 5 ore ciascuno.

Il programma viene ripetuto ciclicamente così che agli incontri partecipino, in seduta congiunta, tutti i tre corsi

 

I      CICLO ANNUALE

GENERALITA' SULLE MALFORMAZIONI. APPARATO VASCOLARE CUORE E POLMONI

I  sessione

 

 

1) Generalità sulle malformazioni, anomalie e varianti anatomiche

 

2) Antropologia e paleopatologia delle malformazioni congenite

 

3) La circolazione feto-placentare

 

4) Le principali anomalie vascolari della placenta

 

5) Embriogenesi dell’apparato vascolare

 

6) Le malformazioni vascolari

II  sessione

 

 

1) Storia dell’anatomia del cuore fetale

 

2) Embriogenesi del cuore

 

3) Le malformazioni cardiache

 

4) Embriogenesi dell’apparato respiratorio

 

5) Malformazioni dell'apparato respiratorio

 

II      CICLO ANNUALE

APPARATO URO POIETICO, GENITALE MASCHILE E FEMMINILE, GASTROENTERICO E LOCOMOTORE

I  sessione

 

 

1) Teratomi, tumori disembriogenetici ed embrionari

 

2) Storia dei teratomi tra mito e leggenda

 

3) Embriogenesi dell’apparato urinario

 

4) Le malformazioni renali e delle vie escretrici

 

5) Embriogenesi dell’apparato genitale maschile e femminile

 

6) Malformazioni dell’apparato genitale maschile e femminile

II  sessione

 

 

1) Embriogenesi della regione del collo

 

2) Malformazioni del cavo orale

 

3) Embriogenesi dell’apparato gastroenterico

 

4) Malformazioni dell’apparato gastroenterico

 

5) Sviluppo embrionario dell’apparato locomotore

 

6) Malformazioni dell’apparato locomotore

 

7) Nanismo nell'arte e nella letteratura

 

III     CICLO ANNUALE

TERATOLOGA GENERALE, SVILUPPO DELL'EMBRIONE ED ABORT. GEMELLARITA', SISTEMA NERVOSO CENTRALE.

I  sessione

 

 

1) Introduzione generale alla teratologia, storia della teratologia

 

2) Formazione e sviluppo dell’embrione. Concetti di migrazione e di campi

 

3) Aborto spontaneo del primo trimestre per anomalie del cariotipo

 

3) Malformazioni del SNC: malformazioni della morfogenesi.

II  sessione

 

 

1) Formazione e sviluppo degli embrioni gemellari.

 

2) Le placente gemellari

 

3) I mostri doppi

 

4) Malformazioni del SNC: anomalie della citogenesi e dell'istogenesi

 

 

Attività autoptica:  Partecipazione ad un riscontro diagnostico effettuato su feto di età gestazionale non inferiore alla 18°  settimana o su neonato.

 

Diagnostica autoptica feto-perinatale

 

 OBIETTIVO

In dettaglio ogni studente impegnerà: a) 1 ora per lo studio del caso clinico, la ricerca di eventuali precedenti e l'approfondimento bibliografico,

 b) 3 ore per seguire il riscontro diagnostico (gruppi di 3 persone),

c) 1 ora per la dissezione del cuore allo stereomicroscopio (gruppi di 3 persone),

d) 1 ora per l'esame dell'encefalo (gruppi di 3 persone),

e) 1 ora per l'esame macroscopico della placenta (gruppi di 3 persone),

f) 2 ore per la visione dei preparati istologici al microscopio multiteste (gruppi di 9 persone),

g) 1 ora per la discussione collegiale del caso e definizione della diagnosi.

Gli incontri con gli studenti hanno lo scopo di:

1) far conoscere direttamente il percorso diagnostico che può essere effettuato mediante il riscontro diagnostico in caso di aborto (AST, ITG, MEF) o morte perinatale

 2) consentire una esperienza didattica diretta per la conoscenza dell'anatomia normale macroscopica e microscopica del feto e del neonato

3) Illustrare le finalità e le ricadute del riscontro autoptico in termini di diagnostica anatomo clinica e di cura

4) dimostrare praticamente le condizioni di iposviluppo fetale, di malformazione e, più in genere, di danno mediato da fattori estrinseci quali le infezioni, le intossicazioni o le malattie materne

 

 

Frequenza in laboratorio. Partecipazione ad un pomeriggio di vita di laboratorio per comprendere gli aspetti tecnici e preparatori della diagnostica istopatologica e citologica.

 

Tecnica isto patologica

OBIETTIVO

In dettaglio ogni studente nell'arco di 4 ore frequentate in laboratorio prenderà contatto esperienziale diretto con:

1) La colorazione di un preparato citologico

2) La campionatura del materiale operatorio

3) L'inclusione del materiale

4) La microtomia del blocchetto di materiale incluso

5) La colorazione della sezione istologica

6) La tecnica di taglio al microtomo criostizzato.

Constatare de visu e ripercorrere l'iter tecnico che porta all'allestimento del preparato istologico e citologico.

 

Comprendere quale sia il rapporto tra i Reparti Clinici e Chirurgici e l'Anatomia Patologica.

ESAMI

Modalità d'esame

Trattasi di esame orale.

 

In caso di imprevista assenza del docente sono state predisposte 30 domande mirate, a riposta multipla, da somministrare ai candidati al momento dell'esame complessivo del Corso Integrato.

Modalità di accertamento

L'esame permetterà di verificare il raggiungimento dei risultati di apprendimento previsti: capacità di applicare le conoscenze attraverso la descrizione della soluzione di un problema ed abilità di comunicazione, tramite esame orale, le competenze acquisite in base allo schema che è stato affiancato nel programma ad ogni tematica trattata.

Si tratta, per ogni argomento, di verificare, come da programma, il livello di conoscenza, il tipo di competenza richiesta e l' abilità necessaria per rapportarsi con la tematica specifica. In ultima analisi il candidato deve essere in grado di dimostrare il raggiungimento della finalità strategica in termini di conoscere, saper fare, saper essere.