Ri-FIUTO

Ri-FIUTO

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di Fagnoni, Falcidieno, Pericu e Zignego
(edizione Genoa University Press)

 

Copertina del libro

Un libro che racconta le diverse attività di docenti, tecnici e studenti dell’Università di Genova, ovvero la popolazione della nostra UNIVERSITA’, con filo comune la sostenibilità.  Spesso si svolgono attività diverse dalla didattica perché interessano, emozionano e non sempre poi i risultati e il loro sviluppo producono delle pubblicazioni non perché non siano di interesse nazionale e internazionale, ma perché subentrano altre attività che nascono prima che le precedenti siano concluse.

Grazie agli autori, che ringrazio, che con il loro libro ci fanno conoscere le attività di questo gruppo di universitari che sono state proposte e realizzate sulla tematica dei “RIFIUTI” dal 2004 ad oggi.

Dopo che avrete letto il libro - vi assicuro che una volta iniziato si finisce in un battibaleno - ognuno di voi potrà rivedere all’interno del proprio vocabolario la parola RIFUTO, perché scoprirete quanto c’è di recuperabile, o smaltibile in modo migliore o meglio ancora riutilizzabile in modo semplice e non oneroso dal punto di vista economico, ma sicuramente con un grande beneficio per il nostro MONDO di oggi e dei prossimi anni.

Nella premessa si riporta il concetto di Sostenibilità per l’Università che ricade nella terza missione di questa, essendo le prime due Formazione e Ricerca, attività che deve essere condotta tenendo conto dei mutamenti e dei bisogni del territorio in cui siamo inseriti. Obiettivo finale è definire proposte per identificare occasioni di rilancio nel nostro territorio, colpito da anni di crisi economica e industriale, e su questo tema si trovano diversi spunti nella lettura del libro.

Il ruolo dell’Università di Genova è di portare ogni giorno nel nostro territorio l’esempio di un impegno concreto sui temi dell’Economia circolare, dell’utilizzo delle fonti rinnovabili per la produzione di energia, della riduzione delle emissioni climalteranti, del risparmio energetico, del corretto uso delle risorse idriche e naturali e, in generale, dell’utilizzo delle cosiddette migliori tecnologie disponibili (BAT – Best Available Technologies) per facilitare la vita della popolazione, aumentando il livello di benessere e protezione ambientale. E questo lo trovate nei diversi capitoli del libro in cui sono descritte azioni “dimostrative” e “semplici”, visibili e tangibili da tutti, di reali applicazioni di sistemi e processi innovativi in ambito di sostenibilità, sempre volte ad aumentare la consapevolezza del rispetto dell’ambiente, messe in atto dal Dipartimento Architettura e Design di UNIGE.

Si possono poi trovare temi di ricerca e azioni ad essi correlate, sviluppate in dettaglio nell’ambito dei laboratori organizzati e/o come attività a scala di dipartimento, sempre con l’obiettivo finale di incrementare l‘economica circolare, allungare la vita di ogni elemento e di definire in modo corretto la fine vita di un “rifiuto”.

Si fornisce un ampio spazio per la “COMUNICAZIONE”, aspetto ormai importantissimo per divulgare la cultura e i risultati delle azioni intraprese al fine di diffondere la sostenibilità ambientale in modo semplice e chiaro.

Capitolo molto interessante è quello in cui troviamo la descrizione delle attività svolte nei diversi laboratori con particolare attenzione al tema dell’economica circolare e dell’implementazione di “Buone Pratiche” e della loro operatività, oltre all’importante tema di ricerca quale il “progettare con senso” che porterebbe a una riduzione del rifiuto non riciclabile, e alla realizzazione di prodotti facilmente riciclabili in modo immediato per tutti e ovunque.

Ultima, ma non per questo meno importante, troviamo la parte dedicata al riuso dei materiali utilizzati nell’ambito del design nautico in cui le possibilità di riciclo e di riduzione dell’impatto ambientale offrono ancora ampi spazi di sviluppo, ricordandoci che siamo un’università sul mare.

I temi trattati sono tantissimi e non penso sia il caso di presentarvi un elenco, vi invito a leggerlo sperando che sempre più colleghi condividano questo percorso ancora lungo, ma che insieme sarà più facile e produttivo.


 

Angela Celeste Taramasso
Dipartimento di Ingegneria civile, chimica e ambientale