A proposito di Open Access e Open Science

Fare Open AccessDi accesso aperto alla letteratura scientifica, elemento tra i principali dell’Open Science, si è discusso il 4 dicembre scorso presso il DIMI in occasione della presentazione del libro Fare Open Access. La libera diffusione del sapere scientifico nell’era digitale, a cura di Simone Aliprandi Elena Giglia (Ledizioni, 2017), organizzato dalla Biblioteca della Scuola di Scienze Mediche e Farmaceutiche. L’incontro a cui sono intervenuti gli autori – Elena Giglia tramite un video assai accattivante – è stato coordinato dal Prof. Schiano di Pepe e, dopo l'introduzione del Prof. Francesco Puppo, sono seguiti i nostri interventi.
Davanti a un pubblico folto e interessato sono stati affrontati vari aspetti dell’open access: va sfatato il mito della bassa qualità delle pubblicazioni open access, oramai sono numerose le riviste ad accesso aperto recensite dalle banche dati bibliometriche e con Impact Factor; accesso aperto non significa rinunciare alla proprietà intellettuale di ciò che si pubblica; il modo di pubblicazione tradizionale, basato sugli editori commerciali, mostra sempre maggiori limiti alla sostenibilità a causa dell’aumento costante dei costi di abbonamento per le biblioteche e anche per i dubbi sollevati da più parti sul sistema del peer-reviewing.
Una spinta importante all’Open Science è stata impressa negli ultimi anni dalla Comunità Europea, che ne ha sponsorizzato in modo deciso lo spirito e i principi riassunti nell’acronimo FAIR, riferito ai dati e ai risultati della ricerca scientifica che debbono essere “Findable, Accessible, Interoperable and Re-usuable”, da ultimo al G7 dei ministri della ricerca tenutosi a Venaria Reale lo scorso 28 settembre. Su queste tematiche in Italia si registra una preoccupante assenza da parte di tutti i governi che si sono succeduti negli anni, cui ha supplito la CRUI, predisponendo e diffondendo una serie di documenti dedicati all’Open Access, che sono alla base dei regolamenti di varie università, tra cui il nostro Ateneo, che ha emanato il proprio “Regolamento sull'accesso aperto (open access) alla letteratura scientifica” lo scorso 2 ottobre (https://www.unige.it/regolamenti/ricerca/).
Anche la casa editrice dell’Ateneo, la Genova University Press (http://gup.unige.it/) promuove la pubblicazione in accesso aperto. Nel corso del 2017 la GUP è stata rifondata: l’editrice è ora gestita in toto all’interno dell’Ateneo e le versioni elettroniche di numerosi volumi delle collane di ricerca sono disponibili ad accesso aperto. Inoltre è in corso di realizzazione una piattaforma editoriale per le riviste pubblicate in Ateneo che sarà anch’essa in open access.
Da ultimo il repository istituzionale dell’Ateneo, IRIS-Unige (https://iris.unige.it/) è destinato ad accogliere ad accesso aperto le pubblicazioni scientifiche dei ricercatori dell’Ateneo. IRIS-Unige risponde agli standard internazionali e comunitari per la diffusione dei risultati della ricerca, rendendo accessibile in modo vasto e libero la produzione scientifica dell’Ateneo.

Angelo Schenone
Coordinatore del Comitato Editoriale della Genova University Press
Antonio Scolari
Direttore Centro di Servizi del Sistema Bibliotecario di Ateneo
 
 
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