L’esperienza della guerra fra storia, folclore e letteratura

L’esperienza della guerra fra storia, folclore e letteratura

_

L’esperienza della guerra fra storia, folclore e letteratura

BayeuxGuerre sopite, guerre dimenticate, guerre che deflagrano con virulenza inattesa e straniante. Guerre vinte, guerre perse, guerre celebrate per la loro fine o il loro esito. Guerre che si studiano a scuola: le guerre puniche, la guerra dei Cent’anni, la guerra dei Trent’anni, il primo e il secondo conflitto mondiale... Guerre sante - o sacrosante: all’inizio lo sono tutte. Guerre sporche: alla fine tutte lo sono. Sporche in senso concreto: di sangue, sudore, vomito, escrementi. Di lacrime, di fango.


Un’esperienza, quella della guerra, che – direttamente o, più spesso, in maniera indiretta – ha profondamente segnato le coscienze e l’immaginario di ogni tempo quindi, con essi, la letteratura e il folclore che se ne sono fatti specchio talvolta fedele talaltra deformante, l’una e l’altro utilizzati, vuoi a livello consapevole vuoi inconsciamente, come forma di propaganda o di protesta, di testimonianza sofferta o di denuncia militante.


Date queste premesse, e in questa prospettiva, più in ossequio alla bruciante attualità delle cruente recrudescenze belliche che agitano il cuore dell’Africa e le sue sponde settentrionali che per assecondare istanze meramente celebrative o commemorative, il Laboratorio Etno-Antropologico di Rocca Grimalda, in collaborazione col DIRAAS, ha voluto dedicare il suo ventesimo Convegno internazionale “WAR! L’esperienza della guerra fra storia, folclore e letteratura, non tanto alla guerra in sé e per sé, quanto piuttosto ai ‘prodotti culturali’ che radicandosi in tale dolorosa esperienza sono maturati, e che dalle situazioni di conflitto – reale o fittizio, ideologico o concreto – hanno tratto linfa vitale per esprimere ideali e convincimenti di volta in volta ‘organici’ al potere costituito o, più di frequente, in contrasto con esso, affidando tanto alla pagina scritta quanto alla voce viva della narrazione o del canto posizioni coraggiosamente eterodosse rispetto a scelte politiche dettate da motivazioni economiche o religiose anziché da un oculato perseguimento del ‘bene comune’.


Dai romanzi e dalle cronache medievali fino al palcoscenico dei teatri contemporanei, dalla prassi della scienza medica costretta a operare in condizioni estreme alle funamboliche acrobazie richieste all’arte culinaria da una carenza cronica di materie prime, dall’iconografia ufficiale o celatamente ‘deviante’ fino alle memorie di quanti parteciparono in prima persona a vicende belliche e alle trasformazioni mitiche o fantastiche di cui esse furono oggetto: questi e altri i temi di cui si è trattato nelle due intense giornate rocchesi privilegiando, come di consueto, un’impostazione interdisciplinare capace di porre in risalto le diverse ottiche che intervennero a plasmare le varie espressioni artistiche scelte per affrontarli, ed insieme i molteplici elementi che concorsero a renderle spie loquaci di realtà complesse e stratificate contribuendo a gettare nuova luce sulle dinamiche sottese alla percezione ed eventuale rielaborazione della logica guerresca a fronte di condizioni storiche e culturali in continua evoluzione.


Più che in occasioni precedenti, certo favoriti dall’ampio spettro dell’argomento proposto, si è voluto lasciare ampio spazio di parola ai giovani ricercatori che, provenienti da diversi atenei italiani, hanno apportato spunti innovativi di riflessione, non di rado lasciati a margine da ricerche di taglio più specialistico.


Infine, avendo il convegno valore di corso d’aggiornamento per gli insegnanti – la SIFR-scuola (uno fra gli Enti organizzatori) è infatti agenzia formativa accreditata presso il MIUR – numerosi fra il pubblico sono stati i docenti in ruolo presso istituti di istruzione secondaria, il cui solido apporto di conoscenze e competenze ci rende sempre più convinti dell’importanza di un dialogo stabile nonché di rapporti continui e reciproci di scambio didattico fra scuole superiori e università.

Sonia Maura Barillari
Dipartimento di Italianistica, romanistica, antichistica, arti e spettacolo