Associazione Studentesca Universitaria “Working”

Associazione Studentesca Universitaria “Working”

“Working” è nata dalla curiosità di voler approfondire la sfida con la realtà del luogo in cui siamo chiamati a vivere: l’Università. Questa sta diventando per noi occasione di crescita umana grazie all’incontro con molti nostri compagni e nel rapporto con i professori, nel tentativo di collaborare insieme per costruire un’università che sia migliore e ospitale, quasi come una casa accogliente per chiunque vi passi le giornate e la viva come occasione di crescita. Da quest’idea nasce il nome dell’associazione: Working cioè “lavorando” insieme, proponendo incontri, mostre e altre attività che coinvolgano chiunque intenda aderirvi.


Quest’anno abbiamo pensato di portare in università la mostra presentata al Meeting di Rimini nell’Agosto del 2013 intitolata "Sinfonia dal nuovo mondo. Un’Europa unita, dall’Atlantico agli Urali". Pensiamo alla frase che Konrad Adenauer, Robert Schuman, Alcide De Gasperi, Jean Monnet devono aver tenuta cara durante tutto il lungo processo di unificazione europea post-bellico: “Ciò che ci unisce è più forte di ciò che ci divide”. Questa apparentemente semplice, ma in realtà dirompente considerazione rappresenta la sconfitta delle ideologie totalitarie.


Quell’intuizione originaria ha prodotto un metodo positivo, una mentalità e una cultura alla base di politiche che hanno consentito sessantacinque anni di pace e di sviluppo, il più lungo periodo della storia d’Europa senza conflitti (ad eccezione delle guerre nei Balcani, frutto della disgregazione dei regimi dell’Est).


Affermazione del valore unico e irripetibile di ogni essere umano, libertà di espressione, religiosa, d’educazione, d’impresa, cooperazione tra i popoli: questi sono solo alcuni degli elementi che essi vollero affermare, insieme al desiderio di una pace duratura.
Domandiamoci che cosa è rimasto, oggi, della visione dell’Europa dei padri fondatori, in una fase di profonda crisi non solo economica, ma anche culturale e politica.


Prende le mosse da queste considerazioni la prima parte della mostra: una ricognizione sul pensiero dei fondatori dell’Europa che ha portato a un’idea di Unione Europea come luogo delle libertà, dello sviluppo e della pace; il vero dramma del progetto politico europeo, nato per sovvertire il clima tragico della fine degli anni Quaranta, consiste oggi nel non saper più declinare il pensiero che lo ha fondato.


Eppure, non mancano segni di speranza che, nella seconda parte della mostra, sono messi in luce da alcuni video che raccontano esperienze relative, ad esempio, all’accoglienza degli immigrati, a grandi progetti di cooperazione scientifica, all’aiuto alimentare, all’aiuto alla crescita di aree in crisi o in via di sviluppo, alle opportunità offerte dalla libera circolazione di studenti, professori, lavoratori e merci. Altre novità nascono nel clima di pace che la nascita dell’Europa ha permesso: un dialogo profondo e di portata storica tra cattolici e ortodossi russi nel solco di un’Europa dall’Atlantico agli Urali, un’amicizia imprevista tra esponenti della gerarchia e del mondo anglicano e cattolici.


Infine la terza parte della mostra mette in luce alcune proposte di ordine economico, sociale e istituzionale che potrebbero favorire il sostegno e il moltiplicarsi di questi fatti. Si tratta di riconsiderare il valore del nesso tra l’uomo singolo, con tutti i suoi ideali, le formazioni sociali a cui appartiene e le istituzioni improntate a sussidiarietà orizzontale e verticale.


Lo scopo della mostra è quello di lanciare un segnale di speranza, una direzione per l’avvenire del nostro Paese.
Colgo l’occasione per invitarvi a vedere questa mostra e ad incontrarci. Chiunque fosse interessato a partecipare e collaborare anche proponendo altre possibili attività può scrivere alla mail mostraeuropagenova@gmail.com.

La presentazione della mostra avverrà il giorno 3 Aprile alle ore 11.00 presso il loggiato del Dipartimento di Giurisprudenza (I piano - Via Balbi, 5). Interverranno Giorgio Vittadini, Presidente Fondazione per la Sussidiarietà, la Professoressa Queirolo, Prof. Ordinario di Diritto Internazionale presso l’Università degli studi di Genova, e il Professor Munari, Prof. Ordinario di Diritto dell’Unione Europea presso l’Università degli Studi di Genova.

La locandina della mostra

Luca Chiusano
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